PIGNETO SOUND VIDEO LANDSCAPES

Tecnologie e software per la progettazione e la realizzazione di performance di Vjing e Video Mapping

laboratorio svolto nella Scuola Media G.B. Piranesi di Roma

a cura di Dalila D’Amico

Obiettivi del laboratorio

Ogni strumento di uso quotidiano può diventare un mezzo per trasformare la realtà in un mondo fantastico e visionario. Cellulari, fotocamere, computer, oggetti di uso comune divengono strumenti creativi di trasformazione del quotidiano. A partire dalla produzione video realizzata attraverso il cellulare, il laboratorio si propone di fornire le basi tecniche e teoriche di elaborazione e trasformazione dell’immagine in tempo reale.
I partecipanti sono stati guidati a manipolare i contenuti video realizzati attraverso le tecniche di vjing mediante il software Resolume Avenue. Il termine VJ indica colui che mixa i videoclip musicali, in maniera analoga a un disc jockey (DJ) che mixa brani musicali. Il vjiing quindi è l’arte di mixare un flusso di immagini a tempo di musica. Il fine ultimo del laboratorio è imparare a gestire elementi video per performance teatrali, installazioni video e vjing, connettendo lo spazio alla musica e al video.

Descrizione delle attività

Durante i primi due incontri sono stati forniti cenni teorici sulla storia del Cinema e della video arte e le rispettive tecniche utilizzate. Gli studenti hanno imparato dunque a distinguere il linguaggio cinematografico da quello elettronico e compreso la specificità del linguaggio digitale che li ha coinvolti direttamente attraverso l’utilizzo del cellulare. Accanto agli aspetti teorici, gli studenti sono stati da subito invitati a sperimentare il proprio cellulare come strumento creativo di trasformazione del reale. Il risultato della prima settimana del laboratorio è stato quello di prendere confidenza con un oggetto di uso comune, scoprirne le varie possibilità e applicarle in direzione artistica.

La seconda settimana gli studenti sono stati invitati attraverso il gioco, ad elaborare delle tematiche da realizzare attraverso il video. Le tematiche scelte sono state il frutto della fantasia di ciascun studente, ridistribuite in maniera casuale attraverso un sorteggio. Il dispositivo ludico ha permesso ai partecipanti di imparare a rispettare il compito commissionato e di attenersi alle restrizioni di durata da me fornite.
Ciascun studente è stato infatti invitato ad elaborare l’idea fornita dal compagno e di svilupparla mediante un video della durata di 30 secondi da finalizzare in classe entro mezz’ora. Nonostante le limitazioni della sede (l’aula informatica della Scuola Giulio Cesare) i risultati ottenuti sono stati brillanti.

La terza settimana gli studenti hanno iniziato a lavorare in gruppo, imparando a condividere le proprie idee e a rispettare quelle altrui. Contemporaneamente hanno iniziato a prendere confidenza con l’interfaccia del software Resolume, imparando a interpolare il segnale video dal vivo.

La quarta settimana sono stati forniti cenni teorici sul linguaggio video: i formati, i codec, la risoluzione e i software di conversione e compressione come Mpegstreamclip. Questo programma consente ai video realizzati con il cellulare di comunicare con il software Resolume, convertendone il formato e il codec. Il risultato della quarta settimana è stato quello di modificare in tempo reale i video realizzati con il cellulare, ampliandone le possibilità (accelerandone la durata, zommando su particolari, applicando degli effetti coloristici o di movimento).

Accanto alla continua produzione video di gruppo attraverso il cellulare, dalla quinta settimana la classe è stata invitata a progettare una possibile presentazione da restituire al pubblico al termine del laboratorio. Gli studenti hanno estrapolato dal lavoro svolto durante le settimane precedenti delle possibilità peculiari del video cellulare che sono poi divenuti i momenti salienti della presentazione finale. La discussione di gruppo ha portato ad individuare cinque caratteristiche del video:

  1. Il video aiuta a riflettere
  2. Il video può esprimere emozioni
  3. Il video consente di fare esperimenti
  4. Il video permette il teletrasporto
  5. Il video consente di immaginare nuovi quartieri possibili.

Queste possibilità individuate dagli studenti sono state maggiormente indagate durante le ultime due settimane in cui ha preso forma la presentazione finale del laboratorio.

La classe si è distinta per entusiasmo e spirito di collaborazione. Tutti gli studenti sono sempre stati presenti e partecipi durante ogni lezione, proponendo attività ed eseguendo i compiti affidati.
Una particolare nota di merito va a Maccarrone Chiara e Carascioli Omar per la fantasia e la creatività, a Luca Brillanti e Francesco Polichiso per la puntualità e la precisione a Appetito Pietro e Cinquegrana Lorenzo per le competenze tecniche che hanno dimostrato di aver sviluppato attraverso l’utilizzo del software Resolume.